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Itinerario
CASTEL CORNO
Isera- Rovereto
IL NOME
Il nome deriva indubbiamente dalla forma stessa della rupe che era chiamata Corno probabilmente ancora prima che vi fosse costruito il castello.
LA STORIA
Castel Corno viene nominato in un documento del 1178, ma forse, già nel decimo secolo i Castelcorno, imparentati con i signori di Lizzana e di Brentonico, erano presenti in zona. Il castello fu peraltro contemporaneamente proprietà di più famiglie.
Dal 1234 al 1242 vi fu Signore Aldrighetto di Toblino, poi vennero i Castelbarco che ottennero questo feudo dal Principe Vescovo Mainardo. Marco da Caderzone tentò inutilmente di occupare il castello a nome dei Lodron che nel 1456 erano arrivati in Val Lagarina ed erano riusciti a cacciare i Castelbarco da Noarna e da Castellano.
Il dominio più lungo fu comunque quello dei Lichtenstein che ne furono proprietari dal 1500 al 1762.
Nel 1700 il castello tornò nelle mani del Principe Vescovo e iniziò la sua lenta decaduta.
Il castello fu venduto al Comune di Lenzima, ora frazione del Comune di Isera, nel 1897.
Durante la prima guerra mondiale è postazione d’artiglieria austriaca e subisce ancora danni.
Nel 1928 diventa proprietà del Comune di Isera.
LA LEGGENDA
Ogni castello è legato ad una leggenda, anche Castel Corno ne ha una…
Una lugubre sera d’inverno, un prode cavaliere di nome Corrado di Sejano giunse a Castel Corno in cerca di riparo per la notte. Dopo una lunga attesa sotto al portone del castello fu finalmente fatto entrare da Berta, ultima discendente dei Castelcorno. Cavalier Corrado fu subito rapito dalla bellezza della ragazza e le chiese di sposarlo. Berta acconsentì. Al momento del matrimonio la sposa, con il suo bianco velo e coperta di gioielli, si avviò verso la cappella interna al castello dove già la attendeva il cavaliere. Egli, presa per mano la promessa, si avviò verso l’altare dove erano attesi da uno strano vescovo mai visto prima. Al momento del ‘sì’ i due giovani non riuscirono a dir parola come se si fosse loro ghiacciata la lingua. Allora lo strano vescovo maledisse il castello e i loro padroni e in quel momento si spensero tutte le fiaccole, un lungo urlo echeggiò per i corridoi del castello…Quando la luce tornò il cavalier Corrado, non trovando Berta accanto a sè, scappò, atterrito, dal castello e...di Berta non si seppe più nulla.
IL CASTELLO
A circa 850 m, sul monte Biaena , nel corno che sovrasta la zona d’Isera ed i suoi dintorni, sorge Castel Corno, con una superficie totale di 2300 mq.
Costruito attorno all’anno 1000, in una zona già antropizzata da millenni, il castello ha una struttura urbana ed edilizia perfettamente adeguata all’ambiente morfologico in cui è situato, apparentemente dispersivo, ma in realtà unico e compatto.
Il castello non è molto visibile dalla valle, anzi, non si vede proprio, questo puo’ spiegare le poche battaglie che furono svolte nei pressi del castello o dentro d’esso.
Composto da più parti, il castello si divide in castello superiore(1450mq), che è il più antico e castello inferiore(850 mq), che è il più recente, e non presenta nessuna forma di difesa: né fossati, né ponti levatoi;la rocca aveva solo funzione di vedetta.
IL castello era comunque ben difeso e per arrivarvi era necessario attraversare tre grandi portoni in salita; aumentando così la difficoltà delle truppe nemiche per la conquista. Solitamente alla difesa del castello c’era solo una piccola guarnigione formata da cinque persone che vivevano all’interno di esso.
Per facilitare ulteriormente la difesa della rocca vi era una passerella di ronda in legno retta da travi in pietra, che ancora possiamo vedere, lungo le mura, fornite di feritoie con una forte strombatura esterna.Al centro del cortile vi è una torre costruita nel 1500.
Castel Corno era inoltre fornito di due terrazzamenti che guardavano verso la Valle dell’Adige, quindi era in grado di controllare le due principali vie di comunicazioni presenti al tempo dello splendore del castello: il fiume Adige e la strada che passava accanto a questo.
Nel XV secolo, la Vallagarina viene occupata dall’esercito veneziano, ed il Castel Corno, per la sua posizione tattica, è uno dei pochi luoghi che non vennero attaccati.
La storia architettonica del castello è molto ricca e complessa, non ancora del tutto chiarita, molte componenti architettoniche sono andate perdute.
Sulla parte destra, appena entrati troviamo i resti degli edifici adibiti a residenza: doveva esservi un grosso palazzo di tre piani, è stato recuperato il piano terra, che era probabilmente adibito a magazzino. Del terzo portone di ingresso rimane solo l’arco: dopo l’abbandono del castello nel 1800 vi è stata una vera e propria spoliazione che l’ha ridotto via via ad un rudere.
Il castello superiore costituiva il luogo in cui ci si poteva ulteriormente rifugiare in caso di pericolo o di attacco al castello inferiore. Rimangono oggi ruderi di una torre in muratura, resti di un forno da pane, una cisterna per l’acqua piovana.Interessante notare come in una profonda fenditura tra due enormi massi siano stati ricavati tre locali, uno sopra l’altro e nella zona superiore vi doveva essere la cappella del castello.
All’estremità verso nord sorge una torre circolare costruita sui ruderi di una torre quadrata.
IL RESTAURO
Nel 1997 hanno inizio i lavori di restauro del castello.
Esso si presentava come un insieme di parti lacerate immerse dalle sterpaglie e dai ruderi crollati nei secoli.
Il primo intervento fu effettuato nella parte superiore del castello, da cui vennero asportate tutte le boscaglie e il materiale di crollo; successivamente si operò alla parte inferiore, allo stesso modo.
Una volta finiti i lavori di pulizia, si poté osservare l’esatto andamento planimetrico del castello, ed individuare la funzione dei locali rinvenuti.
I lavori sono proseguiti per sei anni con un’estrema attenzione nella ricerca di reperti sotto le macerie, che sono stati comunque molto scarsi, perché, con l’abbandono nel secolo XVIII, ed il successivo smantellamento, niente rimase in loco.
Nel restauro si cercò anche di consolidare le mura pericolanti.
La ricostruzione si basò solo su ciò che già esisteva e le mura costruite in più, furono fatte solo per la stabilità delle murature originarie.
L’ultima fase di restauro è stata avviata, si prevede il completamento dei lavori a breve e l’obbiettivo è la completa apertura alle visite dell’intero castello.
Scheda Generale
Bibliografia e cartografia di riferimento
"Sezione Didattica"
Tappe del sentiero
Isera e Castel Corno (Miria Manzana)
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Val Lagarina (Miria Manzana)
CASTEL CORNO (Miria Manzana)
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LA VILLA ROMANA DI ISERA (Miria Manzana)
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IL MUSEO DELLA CARTOLINA DI ISERA (Miria Manzana)
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